di Massimo Delbò
Renault, dopo la presentazione della nuova Megane sta completando la gamma, presentando di volta in volta, la monovolume, la coupé-cabriolet e la station wagon, chiamata Grandtour, basate sullo stesso pianale. Si tratta di vetture importanti per la casa, visto che rappresentano la classe media, valgono milioni di unità e, è proprio in questo segmento che tutte le case lottano per la supremazia. Sono vetture “da volume” e, inoltre, offrono qualcosa di più in termini di marginalità rispetto alle utilitarie. Renault l’ha presentata definendola il perfetto connubio tra le diverse esigenze di spazio, piacere di guida, confort, eleganza ed economicità. Amplia offerta di motori e di allestimenti per renderla adattabile al maggior numero di esigenze, resta comunque una vettura di dimensioni compatte, 4,55 metri di lunghezza, moderna ed avanzata dal punto di vista ambientale, con fasi di produzione e motori pensati per inquinare il meno possibile.
La versione Grandtour della Megane, mantiene inalterati i tratti distintivi principali che caratterizzano la sorella a 2 volumi. La Grandtour si presenta con un carattere molto marcato, e, specialmente davanti non presenta alcuna differenza: la caratterizzazione principale, quindi, resta la linea armoniosa e raccordata che prosegue dal parabrezza fino all’estremità del cofano motore. Cambiando le dimensioni, è ovvio che cambino, invece, fiancata e coda. La Grandtour è 26 centimetri più lunga rispetto ala 2 volumi, anche se il passo cresce di soli 6,2 centimetri. La fiancata è caratterizzata dai parafanghi molto arrotondati e sporgenti rispetto al nucleo dell’abitacolo, con la linea della vetratura protesa verso l’anteriore e rastremata verso la coda. La coda, dal portellone molto elaborato ed inclinato, è caratterizzata dai due fari molto grandi e dal disegno barocco. Da notare che due versioni, la Diesel FAP 110 Cv e 130 Cv adottano l’etichetta Renault Eco 2, che certifica emissioni inferiori a 140 gr/km, possibilità di utilizzo di eco combustibile, la produzione in uno stabilimento a basso impatto ambientale ed una vettura che, per almeno il 95% del suo peso è, a fine vita, riciclabile e che già oggi adotta nella sua costruzione almeno il 5% di plastica riciclata.
Le Motorizzazioni
L’offerta prevede 8 unità tra tipi di propulsore e potenze erogate, sommando i 4 a benzina ed i 3+1 Diesel. Partendo dai propulsori a benzina, tutti con iniezione Multipoint, un’unità classica, è il 1.6 (1598 cc) 16V, cambio meccanico a 6 rapporti, 110 Cv a 6.000 giri/min., con una coppia di 151 Nm a 4250 giri, consumo medio di 6,9 l/100 Km, emissioni di Co2 pari a 163 gr/km, omologata Euro 4 con categoria di efficienza energetica C. A questo, segue l’interessantissimo turbo 1.4 (1397 cc) 16V, cambio meccanico a 6 rapporti, 131 Cv a 5.500 giri/min., con una coppia di 190 Nm a 5500 giri, consumo medio di 6,6 l/100 Km, emissioni di Co2 pari a 153 gr/km, omologato Euro 5 con categoria di efficienza energetica B. Questo propulsore inoltre, come un vero maestro del downsizing, permette di allungare i tempi di intervallo tra le manutenzioni, con ulteriore risparmio di materie prime, tempo e denaro. Due i propulsori offerti con 2 litri di cilindrata, il primo, abbinato ad un cambio CVT automatico a 6 rapporti, è un 2.0 (1997 cc) 16V, 140 Cv a 6.000 giri/min., con una coppia di 195 Nm a 3750 giri, consumo medio di 7,6 l/100 Km, emissioni di Co2 pari a 176 gr/km, omologato Euro 4 con categoria di efficienza energetica C. Sempre intorno ai 2 litri, il 2.0 (1998 cc) 16V, cambio meccanico a 6 rapporti, 180 Cv a 5.500 giri/min., con una coppia di 300 Nm a 2250 giri, consumo medio di 7,6 l/100 Km, emissioni di Co2 pari a 178 gr/km, omologato Euro 4 con categoria di efficienza energetica D. Passando ai propulsori a gasolio, tutti turbo compressi, ad iniezione diretta di carburante con sistema Common Rail e filtro antiparticolato FAP, il più piccolino, caratterizzato dalla presenza di un quinto iniettore nello scarico per migliorare ulteriormente le emissioni, è il 1.5 (1461 cc), cambio meccanico a 6 rapporti, 110 Cv a 4000 giri/min., che sviluppa una coppia di 240 Nm a 1750 giri, con consumi medi di 4,7 l/100 Km, emissioni di Co2 pari a 122 gr/km, omologato Euro 5, con categoria di efficienza energetica A. A questo segue il 1.9 (1870 cc), cambio meccanico a 6 rapporti, 131 Cv a 3750 giri/min., che sviluppa una coppia di 300 Nm a 1750 giri, con consumi medi di 5,1 l/100 Km, emissioni di Co2 pari a 135 gr/km, omologato Euro 5, con categoria di efficienza energetica A L’unità maggiore è il due litri, disponibile con due diverse potenze e trasmissioni. Il 2.0 (1995 cc), 16V, è disponibile con una potenza di 160 Cv a 3750 giri/min. e cambio manuale a 6 rapporti o, con cambio automatico a 6 rapporti e 150 Cv a 4.000 giri. La coppia massima sviluppata è di 380 Nm per il “meccanico” e di 360 per l’automatico, sempre, però, a 2000 giri/min. I consumi medi sono di 5,9 litri/100 Km (6,6 per l’automatico), con emissioni di 155 gr d i Co2/km (175 per l’automatica), entrambe omologate Euro 5 e classi energetiche B per la meccanica e C per l’automatica.
La Sicurezza
Renault ha fatto delle 5 stelle EuroNcap il suo cavallo di battaglia, e, la versione due volumi della Megane ha ottenuto il massimo punteggio, 37 punti su 37, nei crash test. Difficile, quindi pensare a qualcosa di meno per la versione Grandtour. Completa la dotazione di ausili elettronici alla guida, tra cui ABS con ripartitore della forza di frenata (EBV) ed assistenza alla frenata di emergenza. Peccato che il controllo della stabilità ESP, con funzione antipattinamento (ASR) completo di controllo del sottosterzo CSV, sia di serie solo sui due allestimenti più ricchi e solo a richiesta (600 CHF) sull’allestimento Expression. In caso d’incidente gli occupanti possono contare sulla terza generazione del sistema di ritenuta Renault, con doppio pretensionatore delle cinture e airbag adattivi, doppi frontali e laterali, con funzione torace e bacino. Di serie anche gli airbag laterali per la testa, sia anteriori che posteriori. I posti laterali dei sedili posteriori sono dotati di attacchi Isofix peri seggiolini dei bambini ed i poggiatesta sono dinamici per meglio assorbire un eventuale colpo di frusta.
Gli Interni
I 3 allestimenti disponibili, Expression, Dynamique e Privilege che, anche se con tanti vincoli legati alle motorizzazioni, possono essere richiesti, offrono una buona possibilità di scelta. La plancia ed il cruscotto sono molto semplici e lineari, con due palpebre, una dietro il volante che racchiude la strumentazione principale ed una a centro cruscotto con le informazioni secondarie. L’aspetto estetico è piacevole, anche se ben lontano dall’idea di lusso. Il vano bagagli ha un volume di 524 litri, tra i migliori della categoria, e, abbattendo i sedili posteriori, divisibili 60/40 arriva a 1595. Molto bassa la soglia di carico che dita solo 56,1 cm dalla strada. L’abitacolo in considerazione delle dimensioni esterne, è abbastanza spazioso, anche se chi siede dietro, soprattutto se di statura superiore alla media, rischia di toccare il tetto con la testa. La dotazione di base può venire arricchita con molti accessori, per la maggior parte racchiusi in “pacchetti” che, trovando quello che meglio corrisponde alle proprie esigenze, permettono dei piccoli risparmi rispetto l’acquisto “singolo”. Il climatizzatore bizona è di serie solo sull’allestimento più lussuoso, altrimenti disponibile nei pacchetti Business o Lux (a seconda dell’allestimento base) e costa tra i 1300 ed i 1700 CHF. Disponibile a richiesta il sistema di navigazione integrato Carminat Tom Tom (700 CHF).