Fin dal primo sguardo la eCRP 1.2 trasuda tecnologia e maniacale attenzione per il particolare, aspetti che denunciano evidentemente l’impegno e il background tecnico spesi in questo progetto. La moto si basa su un telaio a doppio trave in alluminio dalle dimensioni compatte e simili a quelle di una 125, con forcellone molto lungo, trasmissione a catena e cerchi ruota in alluminio ottenuti per forgiatura. L’impianto frenante si compone di due pinze Brembo ad attacco radiale che lavorano su dischi Braking con disegno wawe (o «a margherita») da 320 mm. Le sospensioni sono Ohlins TTX al posteriore e una forcella marzocchi completamente regolabili. Una ciclistica convenzionale per una moto da corsa, se non fosse che al posto di un propulsore mono o bicilindrico nel telaio sono incastonati due motori elettrici da oltre 26 kW l’uno, per una potenza massima di circa 70 cv. Forniti dall’azienda indiana Agni Motors, questi propulsori non sono una esclusiva CRP, ma vantano diverse applicazioni nell’ambito del neonato campionato TTX GP. Secondo i tecnici dell’azienda modenese rappresentano attualmente il miglior compromesso tra prestazioni e peso, con quest’ultimo che rappresenta un aspetto di estrema importanza nell’ambito delle corse e dei motori elettrici in particolare. La batteria è del tipo litio-polimero, che rispetto alle classiche litio-ioni garantisce una maggiore capacità energetica (circa il 20% in più) e la possibilità di ottenere celle più piccole e sagomabili, in base delle esigenze progettuali. I tempi di ricarica totale sono circa 3 ore, mentre l’autonomia in condizioni gara è limitata a soli 40 km. A questo proposito va però sottolineato che in gara l’autonomia dei mezzi rappresenta attualmente una delle variabili più importanti, tanto che i team sviluppano vere e proprie strategie per «diluire» al meglio le potenzialità del motore nell’arco della gara stessa e tagliare il traguardo senza problemi. Quindi non conta solo la velocità pure in termini di tempo sul giro, bensì la ricerca del set-up migliore del motore per ottenere il compromesso più profi cuo tra riferimenti cronometrici e durata delle batterie. Una sfi da nella sfi da. Analizzando i dettagli della moto non si può non menzionare la futuristica strumentazione, di sicuro completissima per chi sa decifrare dati di amperaggio, kW e carica delle celle, ma assolutamente incomprensibile per tutti gli altri. Un altro particolare degno di nota è l’avviamento, che avviene per mezzo di un interruttore posto sotto al codino, e la presenza del clacson, nel caso si presenti l’esigenza di segnalare il proprio arrivo per esempio in una affollata corsia box (la moto non emette alcun rumore e potrebbero crearsi situazioni di pericolo).
Abbiamo testato la eCRP 1.2 sul tormentato tracciato di Castelletto di Branduzzo (PV), facendo la conoscenza di un mondo del tutto nuovo: «click» sul pulsante di avviamento e siamo pronti a partire. Lasciamo i box nel silenzio più assoluto, a esclusione del sibilo degli pneumatici che rotolano sull’asfalto e quello della catena di trasmissione finale. Il primo impatto è abbastanza sconcertante: il comando del gas è così morbido che si fa fatica a credere che gli impulsi vengano in qualche modo trasmessi al motore. Il risultato è che le prime accelerazioni sono sgarbate, «scattose», ma dopo qualche curva cominciamo a prendere confidenza. Eravamo curiosi di testare il motore elettrico da competizione e le attese sono state ben riposte: la spinta è fl uida, corposa e modulabile, assente da picchi di potenza bruschi o botte di coppia. Uscendo dagli stretti tornanti dell’autodromo pavese ci si può permettere di aprire il gas con decisione, senza paura di risposte brusche del retrotreno o improvvise perdite di aderenza. Sul rettilineo poi si vive un film assolutamente inedito: accucciati dentro al piccolo cupolino il mondo sembra fermarsi, e l’assenza del rumore di scarico non fa comprendere le velocità in gioco. Arrivati in fondo al dritto però si capisce perfettamente di cosa è capace questa moto, visto che bisogna attaccarsi ai freni con violenza per non fi nire nelle vie di fuga. L’effetto del freno motore (inesistente su un propulsore elettrico) viene parzialmente ricreato grazie a un tasto posto sul semimanubrio sinistro in grado di invertire il fl usso di corrente, producendo un minimo di rallentamento sulla ruota motrice. Certo, l’utilizzo del sistema non è immediato, ma se proprio non si riesce a guidare senza, ecco risolto il problema. Dal canto suo l’impianto frenante ha mordente e modulabilità a sufficienza per staccate al limite della fisica, e il freno posteriore difficilmente arriva al bloccaggio. Dunque tutto facile? Beh, non proprio, considerata la ciclistica estrema della eCRP 1.2 e la maneggevolezza da vera GP. Non è un caso se la ciclistica deriva abbastanza chiaramente da quella di una 125 da Gran Premio, e infatti le reazioni dinamiche sono facilmente assimilabili. Velocissima negli inserimenti in curva, aggredisce il punto di corda delle svolte con estrema disinvoltura, lasciando intendere abbastanza chiaramente quale sia il reale limite del telaio e delle sospensioni. Il peso dei due motori si avverte più che altro da fermo, spostando la moto con le gambe, mentre una volta in movimento prende il sopravvento una maneggevolezza disarmante ma che non rende mai la eCRP nervosa o scorbutica, bensì solo tremendamente efficace. Peccato però che il tutto duri pochi giri: viste le continue accelerazioni dovute alla conformazione della pista, i tecnici CRP ci fermano dopo poche tornate per evitare un eccessivo riscaldamento dei propulsori, situazione che porterebbe a un rapido calo delle prestazioni. Per chi si sentisse pronto ad accettare la nuova sfi da elettrica la CRP ha da poco definito il progetto eCRP 1.4, evoluzione del modello da noi provato col quale l’Azienda scenderà in pista nei campionati internazionali di categoria: con il pacchetto «Fly & Drive» viene offerta ai piloti la possibilità del noleggio per una singola gara (5.000 euro) comprensivo di tutta l’assistenza necessaria in pista.
SCHEDA TECNICA
Motore
Motore elettrico due motori DC Controller a corrente continua da 26 kW cad. Voltaggio: 92,5 V Corrente: 80 Ah – 95 Ah
Batteria litio-polimeri da 7.4 kW/h
Ciclistica
Telaio doppio trave in alluminio
Forcellone alluminio
Forcella Upside-down con steli da 43 mm Ø regolabile
Ammortizz. post. monoammortizzatore progressivo idraulico regolabile
Freni doppio disco anteriore da 320 mm Ø
disco singolo posteriore da 220 mm Ø
Cerchi ruota alluminio forgiato, anteriore 3.50» X 17» – posteriore 5.50» x 17»
Pneumatici anteriore 120x70-17 – posteriore 165x60-17
Interasse 1.376 mm
Peso totale 160 kg
Prezzo
Noleggio 5.000 euro a gara con assistenza compresa (trasporto escluso)
L’ELETTRICA SCENDE IN PISTA
Lo abbiamo chiesto all’ingegner Giampiero Testoni, Direttore Tecnico CRP Racing. «La eCRP 1.0, ovvero il primo prototipo di moto elettrica prodotta da CRP Racing, è stata presentata in anteprima alla conferenza «Cleaner Racing Conference» di Birmingham il 13 gennaio 2010. La eCRP, a differenza di altre moto «elettriche» da competizione, che risultano essere una trasformazione elettrica di mezzi pensati per propulsori endotermici, nasce come vera e propria moto da corsa elettrica, studiata e creata ad hoc per la motorizzazione 100% a batterie. Dopo la realizzazione del prototipo 1.0 la versione definitiva da competizione, la eCRP 1.2, fa il suo esordio nel settembre 2010 nel campionato mondiale elettrico TTXGP EU con il pilota Alessandro Brannetti, vincendo il titolo europeo e consacrandosi Vice Campione del Mondo alla finale di Spagna, ad Albacete. L’evoluzione di questo modello è la 1.4, che sarà in pista quest’anno».
Da quanti anni si corrono i campionati dedicati a questo genere di moto e qual è stata l’evoluzione di queste competizioni?
«Da diversi anni si organizzano gare di moto elettriche, ma fino al 2009 si trattava di competizioni piuttosto amatoriali. La situazione è cambiata in modo sostanziale con la gara organizzata dal TTXGP all’Isola di Man, nel giugno del 2009, che ha dato il via a campionati di rilievo mondiale, ai quali partecipano piloti professionisti provenienti da tutto il mondo. Ad oggi i campionati più importanti per moto elettriche sono il TTXGP e l’e-Power della FIM».
Quali le prestazioni di queste moto, paragonate a un modello «classico» come 125 GP, Supersport o altre?
«Essendo le moto elettriche caratterizzate da prestazioni e da tipologia di guida che si staccano molto dalle moto endotermiche, diventa difficile paragonare i due mezzi. Quello che si può dire in merito alle moto elettriche da competizione è che lo studio relativo al bilanciamento delle masse è di fondamentale importanza, così come la guida, le caratteristiche del circuito».
Quali costi – indicativi – per affrontare una stagione nazionale e/o mondiale, in riferimento al solo materiale tecnico e alle manutenzioni?
«La eCRP 1.4 può essere noleggiata da tutti i team che vogliono partecipare ai campionati elettrici TTXGP ed e-Power. Il costo per il noleggio è di 5.000 euro a gara in Europa, esclusi i costi di trasporto. Abbiamo ideato il programma Fly & Drive che prevede una serie di servizi in pista, oltre alla moto pronta per correre, come per esempio l’affiancamento di un tutor in pista e un treno di gomme aggiuntivo».
Il futuro dell’elettrico: potrà mai un giorno rimpiazzare il motore a scoppio? E se sì, quando è pronosticabile?
«I presupposti sicuramente ci sono, anche se non assisteremo, secondo il mio punto di vista, a un passaggio totale da motore a scoppio a motore elettrico. Penso che avremo l’occasione di avere un parco veicoli vario, costituito da mezzi endotermici, ibridi ed elettrici, ognuno dei quali avrà la sua quota di mercato e di sostenitori. Questa situazione, a mio avviso, si verificherà presto, mentre per quanto riguarda una previsione di mercato proiettata nel futuro, molto dipenderà dalle potenze industriali e dalle politiche economiche».
PIÙ E MENO
+ CI È PIACIUTO
le prestazioni del motore, le
doti ciclistiche,
la componentistica e
soprattutto il «pacchetto» di
assistenza in pista.
- NON CI HA CONVINTO
L’autonomia limitata 40 km
Caratteristiche
Accelerazione da 0 a 100 km/h: 3,2”
Velocità Max. Dichiarata 200 km/h
Autonomia (40 km circa con set-up gara)
Abitabilita’ discreta
Principali dotazioni di serie
Sistema integrato cruscotto/datalogger con sensori completi e sistema GPS
PERCHÉ COMPRARLA O NOLEGGIARLA?