• Homepage
  • > Salute e Bellezza

Integration Tecnique Neurostructural

Seconda parte - Integration Tecnique Neurostructural

di M. Manuela Ravasio e Alessandro Aloisi

 
La teoria
N.S.T. è stata sviluppata secondo un modello complesso e interazionista dei vari sistemi del corpo umano, in particolar modo quello senso-motorio che vede coinvolta l’integrazione tra sistema nervoso centrale, periferico e autonomo. Il ripristino del tono e della tensione ottimale dell’apparato muscolo-scheletrico comporta, infatti, diminuzione del dolore, aumento della mobilità e con essa del livello di energia a disposizione delle funzioni fisiologiche, che tendono a tornare entro i parametri normali.
Il corpo si comporta come un sistema complesso, autoregolato da meccanismi bioenergetici e biomeccanici, che possiede in sé le riserve energetiche sufficienti per gli adattamenti della vita.
In alcune circostanze la fissazione del sistema in uno schema rigido, utile solo a limitare i danni relativi a una lesione o a compensare linee di forza inadeguate di una postura scorretta (spesso per limitare un dolore), dissipa una quantità elevata di energia che non può essere utilizzata per i processi di autoguarigione e di adattamento a nuove situazioni stressogene.
Bowen realizzò che, ricreando un appropriato contesto neurologico e neurostrutturale, il sistema corporeo (e anche quello emotivo e mentale) può ripristinare le sue funzioni di autoregolazione e ribilanciamento.
Le stimolazioni manuali di NST, e la sequenza in cui sono eseguite, producono sollecitazioni adeguate a rigenerare, a partire dai processi di compensazione neuromuscolare, il contesto adattivo.

Ricerca
Le tecniche manuali non convenzionali hanno la caratteristica di trattare il corpo in una modalità dialogica, in cui il rapporto interattivo con le strutture somatiche del soggetto tiene conto della loro continuità anatomica e funzionale.
In questa prospettiva l’Istituto di Psicosomatica Integrata (IPSI) partecipa ai lavori dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia per l’Osservazione e la Valutazione di Procedure Terapeutiche di Medicina Complementare. La Regione ha avviato questa importante iniziativa nel corso dell’anno 2000 e l’Assessorato alla Sanità ha riconosciuto il Progetto di ricerca e valutazione biennale delle procedure N.S.T. proposto dall’Istituto, del quale sono stati presentati, nel maggio 2004, i primi risultati in un convegno internazionale a Milano (Mosan).
Inoltre, sulla base degli esiti positivi riscontrati, delle tematiche aperte in letteratura e dell’esperienza dell’Istituto di Psicosomatica Integrata (IPSI) di Milano nel campo delle Tecniche di Medicina non convenzionale, la Regione Lombardia ha affidato all’IPSI una seconda ricerca sull’efficacia della N.S.T. nel trattamento dei “back pain” per la quale è stato costituito un Ambulatorio pubblico sperimentale per il trattamento con N.S.T. presso l’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo. I risultati conclusivi di questo studio sono stati presentati a vari congressi nel 2007 e 2008.
Per una rassegna dettagliata degli studi condotti dall’IPSI si rimanda al sito ufficiale www.somatologia.it

Neurostructural Integration Technique for wellness care
Oggi, il mercato estetico richiede all’operatore competenze professionali che vanno ben al di là della formazione in ambito estetico. Infatti, l’estetica è diventata sempre più sinonimo di benessere. Questa trasformazione ha influenzato in modo significativo il bagaglio tecnico del professionista con offerte di metodiche, prodotti e tecnologie legate al benessere sempre più numerose. Il contesto che ne è derivato ha dato luogo a un uso generalizzato, a volte improprio, del concetto di stress al quale, ancora oggi, si tende ad attribuire l’origine di qualsiasi problematica sia di natura fisica, emotiva che estetica. 
L’esigenza primaria diventa, quindi, la comprensione dei processi fisiologici implicati e le conseguenze che ne derivano sul piano del benessere e su quello estetico. La Neurostructural Integration Technique nasce proprio all’interno di questo contesto epistemologico e ha come obiettivo l’attivazione del meccanismo di autoregolazione necessario per l’integrazione delle risposte fisiologiche coinvolte tra sistema muscolo-tensivo e sistema nervoso. Da un punto di vista biomeccanico, l’obiettivo principale è quello di ristabilire una simmetria delle tensioni muscolo-tendinee all’interno dei due emicorpi, in modo da determinare una riorganizzazione degli squilibri posturali. Per chi opera nel settore della prevenzione con l’obiettivo di educare il soggetto al mantenimento dello stato di salute attraverso la sensibilizzazione all’ascolto del proprio corpo e dei messaggi che esso invia, siano essi energetici o estetici, l’introduzione della Neurostructural Integration Technique risulta ottimale per favorire l’educazione alla postura.
Da molti anni è infatti noto che la stimolazione meccanica dei muscoli, intesa come vibrazione meccanica, costituisce un segnale propriocettivo fondamentale per il potenziamento delle reti nervose che controllano il movimento.
La sperimentazione di questa tecnica in ambito estetico per oltre dieci anni ha mostrato la sua straordinaria efficacia anche in questo contesto.
Da un punto di vista biomeccanico si assume che il fulcro del movimento dell’intero corpo si situi a livello del tratto lombare della colonna e che la “distribuzione” armonica del movimento e di conseguenza del pompaggio ematico e linfatico dipenda dalla mobilità delle articolazioni vertebrali lombo-sacrali.
Infatti, in presenza di torsioni e/o basculamenti a livello pelvico, i liquidi non riescono a oltrepassare le restrizioni fasciali che ne derivano dando luogo a una risedimentazione a livello degli arti inferiori.
Quando a questo livello non vi sono limitazioni o blocchi, l’intera mobilità della colonna e dei cingoli pelvico e scapolare, risulta nelle condizioni di libertà “fisiologica”. Il miglior assetto articolare e muscolare permette ai vasi linfatici e venosi una maggiore espansione con un’azione di pompaggio più efficace. Ne deriva una corretta presenza e distribuzione dei liquidi che si evidenzia attraverso un miglior aspetto delle teleangectasie e una minore ritenzione tissutale. Questo nuovo assetto implica un apporto maggiore di ossigeno che, a sua volta, aumenta il metabolismo cellulare essenziale per il nutrimento e la decomposizione delle particelle adipose e delle fibre che le circoscrivono, che si manifesta con una diminuzione della “pelle a buccia d’arancia” e la regressione delle fasi evolutive della panniculopatia edemato-fibro-sclerotica. Inoltre, un migliore assetto posturale permette un’azione equilibrata tra muscoli agonisti e antagonisti con un significativo recupero della tonicità muscolare. Oltre ai benefici specifici, la tecnica si è rivelata spesso fondamentale se non essenziale nella preparazione a trattamenti estetici e all’applicazione di apparecchiature.
 

28 maggio 2010