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Automotivazione

Seconda parte - Automotivarsi e motivare gli altri

di Anna Zanardi e Monica Maria Cavallo


Ma se l’autostima è bassa, cosa fare?

L’autostima si può costruire, ogni giorno, anche attraverso piccoli comportamenti che ci permettono di fare importanti salti di qualità: aumentando l’autostima aumenta anche la nostra capacità di automotivarci e motivare. Un aiuto viene dalle tecniche di potenziamento. 
• Empowerment:
Nel campo dello sviluppo delle risorse umane, si fa riferimento al concetto di Empowerment, o potenziamento.
Empowerment significa accrescere il proprio potere interno attraverso la creazione di nuove possibilità. Ciò significa riconoscere i propri vincoli, le proprie risorse e i propri obiettivi per “bypassare” i problemi soggettivi e svincolarsi dai filtri che non ci permettono di avere un’adeguata autostima e motivazione per ottenere il meglio da sé. Alla base dell’Empowerment ci sono elementi che quando vengono compresi e acquisiti rafforzano il nostro senso di poter progettare ed essere protagonisti attivi del nostro cambiamento positivo: 
• il sentimento di responsabilità:
ossia ciò che accade dipende da te e non da cause esterne; il contrario, la deresponsabilizzazione, ti rende passivo/a;
• il pensiero positivo: ti orienta a investire psicologicamente su ciò che c’è, anziché perdere forza occupandoti delle risorse mancanti;
• la tendenza alla valorizzazione:
investi sulle caratteristiche positive che possiedi, usa l’autovalorizzazione come base allo stimolo per crescere e acquisire nuovi motivi di autovalorizzazione.
Al contrario sminuirai il tuo valore e ti mancherà la base per poterti orientare alla crescita e al miglioramento; 
• la fiducia di autoefficacia: 
la fiducia di saper trovare dentro di te le risorse necessarie al momento in cui ti serviranno. Il contrario ti farà stare costantemente nel timore di non saperle trovare pur avendole;
• la speranzosità, l’ottimismo:
investimento psicologico non solo sul timore ma anche sulla speranza che ciò che non è prevedibile ed è realmente fuori dal tuo controllo possa avere natura e conseguenze non solo negative ma anche positive;
• l’attenzione alla interezza della persona: ogni persona è portatrice della propria completezza, seppur si muova in ambiti diversi – personale e professionale – ed è completa anche nei suoi diversi aspetti quali emozionale e razionale, maschile e femminile ecc... Il contrario porta a separare gli ambiti della vita impoverendoli.
L’automotivazione diviene più forte quanto più conosciamo e siamo in contatto con noi stessi. È uno stimolo alla crescita personale e professionale e nello stesso tempo la sostiene e la indirizza. Oltre all’empowerment ci sono altre metodologie che aiutano la persona a conoscersi, a superare i condizionamenti limitanti, a sviluppare nuovi e più adeguati obiettivi e a disporre di tutta la forza motrice necessaria a sostenerli. La Programmazione Neuro Lingustica, ad esempio, è uno strumento eccellente per imparare a influenzare consapevolmente il proprio futuro, aldilà di ogni possibile condizionamento esterno. Esercizio:  I valori Ogni volta che prendiamo delle decisioni e facciamo delle scelte verifichiamo sempre in che modo si conciliano con i nostri valori: sono coerenti o in conflitto? Scrivi quali sono le dieci cose per te più importanti nella vita mettendole in ordine di importanza. es. famiglia, carriera, salute, figli, denaro ecc...
Scrivile su un cartoncino e conservalo nel tuo portafogli, più volte alla settimana rileggilo, ti aiuterà a ricordare perché fai quello che fai.
Esercizio Definisci un obiettivo e progetta il futuro: Scrivere un obiettivo è il primo passo per raggiungerlo. Puoi definire uno o più obiettivi, tieni in evidenza i tuoi valori e accertati che non ci sia conflitto. Rivedili una volta al mese.
Una raccomandazione! Esprimiti sempre in positivo, ad esempio:“ voglio intraprendere un’attività professionale indipendente” piuttosto che “non voglio più lavorare da dipendente”.
Orientati sempre verso quello che vuoi - usa la forza del desiderio, dell’autorealizzazione - anziché muoverti da ciò che non vuoi.
• Che cosa voglio?
•  Come saprò di averlo ottenuto?
•  In che modo sarà diversa la mia vita quando l’avrò ottenuto?
• C’è qualche situazione o circostanza in cui non vorrei (“Risposta alla domanda: Cosa voglio”)?
• Di quali risorse ho bisogno per ottenere quello che voglio?
• C’è qualcosa che forse potrei perdere una volta ottenuto quello che voglio?
• C’è qualcosa che mi impedisce di ottenere ora quello che voglio
Esercizio da opporre a proporre:  Quando hai un problema scegli di muoverti nella direzione propositiva: stila subito un piano d’azione di come farai ad affrontarlo.
• di quali risorse ho bisogno?
• di quali informazioni ho bisogno?
• di quali contatti ho bisogno?
• cosa devo fare per risolverlo?

Come motivare il proprio gruppo di lavoro?
Ecco alcuni suggerimenti concettuali e operativi per orientarsi verso un programma di motivazione all’interno di un gruppo di lavoro.
• Come responsabile di un gruppo dovrai familiarizzare con questi principi, documentarti sull’argomento. Ciò sarà di grande aiuto per creare un clima di onestà, apertura e fiducia con i collaboratori.
• Cosa ti dà motivazione?
Rispondi tu per primo a questa domanda. Per far crescere la consapevolezza della motivazione nel gruppo di lavoro dobbiamo partire da noi stessi e dare l’esempio. Prima ancora di approfondire quali sono i fattori di motivazione del nostro gruppo dobbiamo riflettere su noi stessi. Cosa ci ha motivato e cosa ci ha demotivato nel passato?
• Identifica ciò che il tuo gruppo vuole veramente dal lavoro. È molto utile approfondire con le persone ciò che veramente è importante per loro in modo formale (ad esempio tramite questionari), ma soprattutto informale in occasione di conversazioni casuali o nel corso di incontri informali. 

Cos’è che le persone vogliono veramente dal lavoro? 
Vogliono per esempio: 
• un lavoro più interessante?
• Un capo più efficiente?
• Più partecipazione nelle decisioni?
• Un senso di riconoscenza più ampio
(che vada oltre quello economico)?
• Sfide più interessanti?
• Maggiori opportunità di sviluppo personale e professionale?
•Partecipa e vivi il lavoro del tuo gruppo. Ogni giorno identifica almeno una persona del tuo gruppo nel momento in cui sta facendo bene il proprio lavoro e riconoscilo. Cerca di stimolare le persone a trovare le loro soluzioni al miglioramento del proprio lavoro. Invitale a conoscere meglio se stesse e i propri valori. Guadagna il loro rispetto dando tu per primo l’esempio.
• Rimuovi i fattori di demotivazione. 

Quali sono i fattori che sono demotivanti per il nostro gruppo? 
Possono essere fattori fisici (edifici, uffici, cabine, attrezzature) o psicologici (senso di noia, di ingiustizia, ostacoli alla promozione, mancanza di riconoscimenti). Alcuni di questi ostacoli possono essere rimossi in maniera facile e rapida, altri richiedono un maggior periodo di analisi, pianificazione e implementazione.
Il semplice fatto di dimostrare che vogliamo sinceramente comprendere gli aspetti che non vanno è di per se stesso un fattore di motivazione, fattore che deve essere gestito in modo appropriato con onestà e concretezza.

Fine seconda parte.

Vai alla prima parte.

 

16 aprile 2010