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Cosmesi anti-age

Prima parte - Il must di questi anni è ‘non invecchiare’ e anche la cosmesi ovviamente si adegua a questa esigenza reclamata da un numero sempre maggiore di utenti

di Mariangela Magistro


Negli ultimi anni - nei paesi ricchi - si è assistito a un aumento costante della vita media, che in alcuni Stati ha raggiunto numeri da record. Questa situazione comporta numerose conseguenze a livello socio-demografico, basta pensare alla percentuale crescente di anziani che, in linea con i nuovi standard imposti dalla società, esprimono il bisogno di invecchiare nel miglior modo possibile, a livello fisico e mentale.
L’aspetto esteriore, la forma del corpo e la sua conformazione macro- e microstrutturale rappresentano sicuramente degli importanti indicatori dell’età biologica della persona.
Per questo non c’è da stupirsi se: • un numero sempre maggiore di over 50 si affaccia al mercato della bellezza e del benessere alla ricerca delle nuove strategie per contrastare i segni del tempo; 
• un numero sempre maggiore di giovani è disposto a investire tempo e risorse in prodotti cosmetici e trattamenti estetici per rimandare il più possibile la comparsa delle prime tracce dell’invecchiamento.
Da queste semplici considerazioni emerge che la cosmesi anti-age rappresenta un settore in continua espansione che interessa tutti, giovani e meno giovani, impegnati in prima linea sul fronte di un’incessante lotta “contro il tempo”. 

La pelle senescente: come riconoscerla

Alla palpazione appare lassa, sottile, fl accida, poco elastica e con presenza di rughe che tendono a perdurare anche se sottoposte a leggere trazioni.
Alla vista presenta alcune caratteristiche facilmente riconoscibili, in particolare a livello del viso in cui, oltre alla presenza di rughe più o meno profonde, si osserva un colorito opaco accompagnato da macchie senili distribuite in modo non omogeneo. Generalmente i solchi naso-labiali sono pronunciati e le occhiaie, ben marcate, evidenziano nella parte inferiore le cosiddette “borse sottorbitarie”. Le occhiaie sono causate dal rallentamento della microcircolazione venosa e linfatica, che provoca un ristagno di sangue localizzato e conferisce a questa zona il tipico colore bruno tendente al blu; inoltre l’edema che viene a formarsi aumenta lo spazio tra i capillari sanguigni e le cellule cutanee, riducendo ulteriormente gli scambi di ossigeno e di sostanze nutrienti. A livello macroscopico è possibile osservare la differenza tra il gonfi ore palpebrale (conseguenza di un edema localizzato) e le cosiddette “borse” (causate dalla fuoriuscita del grasso orbitario).
Nel primo caso la cute perioculare si presenta tesa e liscia, nel secondo caso appare irregolare e lassa. Sebbene l’invecchiamento intrinseco ed estrinseco spesso ,coesistano, è comunque possibile distinguerli in quanto nel caso di foto-invecchiamento le condizioni della pelle risultano eccessivamente danneggiate in relazione all’età anagrafi ca del soggetto, soprattutto in corrispondenza delle zone esposte alle radiazioni solari, in cui si osservano delle rughe precoci, un colorito dalle sfumature giallognole, oltre a una particolare secchezza.

Le teorie sull’invecchiamento
L’invecchiamento è un fenomeno fisiologico, che coinvolge tutto l’organismo e che si manifesta già a partire dai 25-30 anni.
Nel 1956 il biogerontologo Denham Harman avanzò l’ipotesi “dei radicali liberi” che postulava l’esistenza di reazioni radicaliche come concausa dell’invecchiamento.
I radicali liberi sono delle molecole altamente reattive, caratterizzate da un elettrone spaiato (che le rende particolarmente instabili), che si formano in seguito all’azione di determinati agenti chimico-fisici, tra cui le radiazioni solari. Quando i radicali liberi entrano in contatto con le altre molecole presenti nelle cellule (fosfolipidi di membrana, acidi nucleici), reagiscono violentemente e innescano delle reazioni a catena che compromettono ulteriormente la struttura e le funzioni cellulari. In condizioni normali il nostro organismo è in grado di contrastare la formazione di questi intermedi reattivi attraverso sistemi di difesa naturali, in parte endogeni e in parte assunti attraverso la dieta. Tuttavia, quando la produzione dei radicali liberi aumenta in maniera incontrollata, il nostro organismo non è più in grado di bloccarli o di impedirne la formazione, per questo va incontro a una situazione di “stress ossidativo”.
In generale, sebbene i radicali liberi contribuiscano in modo sostanziale al fenomeno dell’invecchiamento, esistono numerosi altri fattori coinvolti in questo processo.
Tra le numerose teorie proposte, si ritiene che l’invecchiamento sia la conseguenza di alcune modificazioni che si osservano nell’organismo al passare degli anni, in particolare: 
• alterazione dei meccanismi omeostatici;
• accumulo di tossine;
• progressivo esaurimento di fattori dirigenerazione tissutale; 
• invecchiamento programmato.
Quest’ultima categoria si riferisce al fatto che le stesse cellule che compongono i tessuti non sono eterne, ma dopo un certo numero di divisioni cellulari (programmate fin dalla nascita) vanno incontro a morte. A livello cromosomico, infatti, esistono dei frammenti di DNA (non codifi canti) che si accorciano progressivamente dopo ogni ciclo replicativo della cellula, fino ad arrivare a un punto in cui non sono più ammesse ulteriori divisioni.

Fine prima parte.

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19 marzo 2010