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Più poveri ma più belli

Un titolo curioso che riassume la realtà monitorata dagli economisti e dagli analisti del mercato dei consumi e dei servizi: “la crisi sembra non riguardare il campo dell’estetica e della cosmetica!”

Più poveri ma più belli

di Walter Vidulli


Un segnale positivo che invita ogni operatore a intervenire sul proprio mercato d’influenza per cogliere le opportunità nell’ambito della propria attività, grazie alla capacità professionale espressa dal team e alla capacità di fornire le giuste proposte sul mercato di riferimento.
Ogni azione migliorativa e ogni attività che si vorrà intraprendere saranno confermate solo dopo l’analisi dei punti di forza e di debolezza gestionali, primo passo per individuare le aree migliorative che andranno a interessare lo sviluppo delle diverse attività aziendali.
Da questa analisi scaturiranno, a una a una, le scelte migliorative che, per attivarle nel tempo, saranno inserite nei tre moduli operativi che costituiscono, da sempre, la forza motrice per il raggiungimento degli obiettivi.
I tre moduli operativi che diverranno i compagni di viaggio del titolare, manager d’impresa:
È importante che tutti gli interventi futuri, in qualche modo, possano coinvolgere la tre politiche di sviluppo, anche se in esse, per l’operatore economico, cambiano i pesi e gli sforzi da intraprendere.

Politica di mantenimento
Per giudicare il proprio business è bene mettere in relazione le presenze paganti con lo scontrino fiscale rilevato durante il periodo. Valutare il peso dello scontrino fiscale attraverso il numero di servizi usufruiti dal cliente. Conteggiate sempre le giornate di attività entro le quali il “termometro” più significativo è il ricavo medio delle vendite giornaliero, zoccolo duro che permette di scegliere i futuri investimenti.
I dati forniranno all’imprenditore la spinta a trovare soluzioni per vincere sulla quotidianità, cercando soluzioni di dinamica commerciale per valorizzare i bisogni stagionali. 

Politica di espansione
Cercare attraverso una migliore e una maggiore comunicazione di incentivare le vendite su servizi che possano essere riconosciuti per il valore aggiunto della specializzazione offerta dal team. 
Ciò significa accrescere l’interesse verso proposte sinergiche fra loro, mirate a specifici target che aprono i consumi verso consumi alternativi.

Politica d’innovazione
Non vuol dire necessariamente ristrutturare tutta l’azienda, ma significa attualizzarla, introducendo nuovi servizi, nuove apparecchiature, per meglio operare in chiave di qualità del servizio e di store imagine e store atmosphere.
Certamente se la forza motrice sono le scelte, le azioni da intraprendere, gli investimenti, nel motore è riposta l’organizzazione del lavoro che condurrà l’operatore ai risultati voluti.
L’organizzazione del lavoro viene rappresentata come un “convoglio” che si muove lungo un ”binario” che si snoda lungo il mercato di riferimento, ogni giorno in evoluzione.
Per raggiungere il risultato finale, ovvero la “stazione di arrivo”, bisogna attivarci stabilendo “cosa fare, dove fare, con chi fare, quando fare, quanto investire, come controllare,…”: questa fase si chiama programmazione. Programmare significa “mettere nel giusto ordine tutte le cose da fare, individuandone le priorità, le risorse necessarie/disponibili, i momenti di controllo”.
La programmazione genera un piano d’azione che deve tradurre quanto programmato in specifiche azioni tempificate in funzione della forza lavoro e dei mezzi messi disponibili. Vorrei fare un esempio per meglio rafforzare i concetti ora esaminati. Molte volte ci troviamo a intraprendere un viaggio, per affari o per diporto.
Ogni volta che ci siamo messi in viaggio per raggiungere una destinazione, quale comportamento abbiamo adottato?
Certamente non siamo saliti sul primo treno in sosta al binario o la prima strada che abbiamo trovato meno trafficata.
Abbiamo fatto delle scelte sul mezzo di trasporto in funzione del costo, della comodità, della durata del viaggio, degli orari, numero delle persone che ci accompagnano con bagagli appresso,… e abbiamo tracciato l’itinerario in funzione delle strade/ autostrade, coincidenze, se abbiamo deciso di viaggiare in treno, soste, tappe, condizioni di traffici, rispetto dei tempi per prenotare in tempo il biglietto,…
Quindi chi si mette in “viaggio” per raggiungere nuovi risultati, deve programmare il “viaggio” considerando le singole tappe, ovvero le “stazioni intermedie” che dovrà raggiungere prima della “stazione d’arrivo”. 
Nella vostra attività significa attivare un percorso logico che rispetta le seguenti fasi:
• si inizia dagli obiettivi, quantificabili e misurabili, che rappresentano le previsioni di successo,
• si passa alla programmazione, cosa fare per raggiungerli 
• si prosegue con il piano d’azione, mettendo in campo le risorse e i mezzi
• si conclude con il controllo, ovvero quando e cosa controllare.
Quali sono i vantaggi di una corretta programmazione, assistita da un efficace piano d’azione?
L’imprenditore/manager riesce meglio a gestire in sinergia la quotidianità e il futuro dell’azienda.
Viene aiutato a una lettura attenta dei dati/fatti aziendali, a fissare meglio gli obiettivi, a impartire le direttive aziendali da far seguire ai collaboratori, a verificare gli andamenti, a intervenire con azioni correttive. 
 

26 febbraio 2010